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Se non paghi ti… Il temuto Recupero Crediti

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Il recupero crediti e le difficoltà degli italiani

 

Se non paghi…
– passerà tutto nelle mani di Equitalia che poi procederà con il pignoramento;
– rischi il carcere perché è un reato penale;
– rischi il fallimento;

Se non paghi ti…
– pignoriamo lo stipendio;
– mandiamo l’esattore;
– segnaliamo alla Crif.

 

Sentendo queste frasi chi non avrebbe paura del Recupero Crediti?
Oggi però, sono qui per sfatare un mito.
Purtroppo, è pratica diffusa, da parte di qualche agenzia un po’ furbetta, minacciare i clienti in ritardo con i pagamenti. Per questo motivo, numerosi consumatori al giorno d’oggi si ritrovano a denunciare attività di recupero crediti troppo aggressive, a compiere azioni scorrette, in alcuni casi, anche al limite del legale.

Ovviamente però è errato generalizzare e trarre giudizi affrettati. Va infatti detto che, il recupero crediti è un’attività del tutto legittima e anzi, la maggior parte delle società e dei professionisti operano in modo più che corretto. Può capitare a tutti di trovarsi in difficoltà economica e di conseguenza vedersi impossibilitati ad onorare i propri impegni. I crediti insoluti rappresentano uno dei principali motivi di crisi per imprese e professionisti. Ecco perché l’attività di recupero crediti risulta essere lo strumento migliore per combattere la crisi economica e rendere l’intero sistema produttivo più efficiente.

 

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Una società di recupero crediti, è una società privata specializzata in interventi volti ad ottenere la riscossione di debiti non pagati da un soggetto nei confronti di un creditore, la quale si occupa dell’intera gestione e dell’incasso degli insoluti andando a sollecitare in prima persona il debitore attraverso azioni di convincimento.
Tali attività iniziano sempre con un sollecito di pagamento a mezzo di lettera interlocutoria, inviata senza particolari forme, con un invito bonario. Queste società, nel pieno rispetto dei diritti dei consumatori, svolgono un ruolo di mera intermediazione.

 

Le strade che possono percorrere le società di recupero crediti

 

Una società di recupero crediti ha quattro possibili strade da percorrere:

  • Sollecitare telefonicamente o con visite a domicilio. La strategia è quella di sfiancare il debitore con continue telefonate e minacce velate fino a indurlo al pagamento;
  • Diffida di pagamento. La strategia è inviare una diffida al debitore, in cui viene invitato a saldare i propri debiti entro e non oltre una certa data;
  • Provare a venire incontro. La strategia è allungare o rinegoziare il debito, per far sì che il debitore possa saldarlo;
  • Passare ai metodi forti. Se le “buone maniere” non funzionano la strategia è passare a quelle cattive e quindi provare a pignorare i beni del debitore e venderli all’asta per recuperare il credito.

 

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Come agiscono le società di recupero crediti

 

Solitamente, quando un’azienda o un professionista affida loro una pratica di recupero, queste intervengono con un procedimento stragiudiziale.
Questo tipo di recupero prevede l’instaurazione di una trattativa senza passare per una causa giudiziale presso il tribunale. Sono intese di questo tipo tutte le attività finalizzate a convincere il debitore a regolarizzare il proprio debito. A differenza del recupero giudiziale che consiste azioni che hanno lo scopo di recuperare l’insoluto attraverso una causa giudiziale, quello stragiudiziale non prevede l’intervento degli avvocati. Questo riduce nettamente i tempi e i costi, riuscendo nella maggior parte dei casi ad ottenere l’incasso dovuto.

 

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Le cause di debito che possono portare al pignoramento

 

La nascita di una situazione debitoria è strettamente legata alla nascita del credito, alla quale corrisponde un’obbligazione economica che risulta determinante per l’insorgenza di un debito.

Il credito è forse l’alimento principale della stabilità economica di piccole, medie imprese e professionisti. Il miglior modo per gestire un insoluto è agire tempestivamente con il recupero. Come tutti gli alimenti, svirgola se non curato o gestito con le dovute competenze, può “marcire”, invecchiare e in quel caso le probabilità di recupero diminuiscono.

 

Il deterioramento del credito

 

Il processo che descrive le fasi del peggioramento di una posizione creditoria si chiama deterioramento del credito. Un credito si dice che deteriora quando l’insoluto non viene restituito entro i termini abituali. Di conseguenza se il debitore ritarda nei pagamenti, il credito invecchia e le probabilità di recupero peggiorano.

Nel settore per descrivere i crediti deteriorati o in sofferenza si usa il termine crediti NPL”, non performing loan, ossia prestito non performante.

 

La Sofferenza bancaria 

 

La sofferenza bancaria è forse il peggiore dei problemi a livello creditizio. Chi si trova in questa condizione non solo si trova in crisi di liquidità, ma è in una situazione ben più grave prossima ad un fallimento. Questo stato di insolvenza rende la riscossione del prestito incerta e poco probabile sia al momento che nel futuro.

Prima di essere segnalati per sofferenza si passa attraverso la fase dell’incaglio. L’incaglio rappresenta una sofferenza provvisoria che impedisce momentaneamente il rientro del prestito. Questa situazione anche se momentanea viene segnalata alle Centrali Rischi ma non comporta la chiusura immediata di tutti i fidi. Il debitore si trova in una situazione detta di credit crunch cioè non può chiedere ulteriori forme di credito se non dopo per ripagato il finanziamento già in essere.

Il soggetto può uscire dallo stato di sofferenza pagando l’importo totale richiesto dalla banca oppure, in alcuni casi, è possibile procedere con un’opzione vincente sia per debitori che contraenti. Si tratta di una proposta di saldo e stralcio della quale si può usufruire purché la banca sia disposta ad accettarla.

 

Saldo e stralcio dei debiti

 

Per un debitore questa opzione conviene perché offre la possibilità di azzerare il debito una volta per tutte e rimettersi in sesto pagando peraltro una cifra inferiore rispetto all’ammontare del debito stesso. Si può infatti, a seguito di una sapiente trattativa, ottenere uno sconto con i creditori. Con questa opzione il debito viene estinto per sempre e si può tornare ad avere una vita normale senza il rischio di pignoramento dei propri beni. In più, questa opzione prevede l’eliminazione della segnalazione dalle Centrali Rischi offrendo dunque la possibilità di poter richiedere anche nuovi finanziamenti.

Per un creditore è conveniente perché consente di rientrare subito di una parte del loro credito e reinvestire le somme. Risulta essere una convenienza multipla in termini di tempi, costi, incassi e rischio.

In particolare, in termini di tempi: si sa che la giustizia italiana non è nota per essere una delle più rapide al mondo. I tempi di rientro dell’incasso previsti per una procedura esecutiva sono di 4/5 anni ma per ogni azienda o investitore il tempo è denaro. Ritrovarsi ogni singolo giorno con delle somme bloccate in una procedura può significare una perdita di opportunità per investimenti redditizi. Dunque, è evidente che recuperare le somme con anni di anticipo anche a fronte della perdita di una parte del credito risulta comunque un’opportunità vincente.

 

Rino Nimis

 

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