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È davvero possibile essere riabilitati?

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Scopriamo insieme come e quando è possibile accedere nuovamente al credito

 

Se prestassimo la massima attenzione ad ogni singolo banner pubblicitario che vediamo sul web, ad ogni cartellone che incontriamo quando siamo in giro per strada o agli spot che passano in tv, ci renderemmo conto di quanto ogni giorno siamo circondati da campagne pubblicitarie dedicate a prestiti e finanziamenti.

Il più delle volte, queste, anche se inconsciamente, riescono ad “acciuffarci e intrappolarci” dicendo quanto bello, facile e veloce sia l’intero processo. Nessuno però prima di apporre la fatidica firma, che ci darà accesso alla rateizzazione ad esempio dell’acquisto dell’auto nuova o del pagamento del dentista oppure ci farà ottenere il mutuo per la nuova casa, pensa a quello che potrebbe avvenire in futuro alle nostre finanze.

Ovviamente non intendo dire che bisogna avere sempre la testa al futuro, correremmo il rischio così di essere vittime dell’ansia. Ma può capitare, purtroppo, che nella vita magari non proprio tutto vada liscio come l’olio e ci siano degli imprevisti lungo il percorso che vadano a inficiare lo stato patrimoniale, in breve una qualsiasi situazione che possa generare difficoltà economiche. Sfortunatamente, alla luce della crisi provocata dalla recente pandemia, sono sempre più le persone che avevano un prestito o un finanziamento e si sono viste costrette a saltare per qualche mese le rate per onorare il pagamento del debito.

Quando non si è in regola con un pagamento di un finanziamento, indipendentemente se tu sia l’intestatario o il garante, questa eventualità può comportare l’iscrizione al registro dei Cattivi Pagatori. Questo avviene tramite una segnalazione alle Centrali Rischi da parte degli istituti di credito che hanno effettuato il finanziamento e che non hanno ottenuto il versamento delle rate. Nel momento in cui si viene segnalati come cattivi pagatori, per noi cambia tutto. Cambia tutto perché con questo tipo di richiamo, per il soggetto segnalato a quel punto sarà quasi impossibile attingere nuovamente a qualsiasi forma di credito bancario (finanziamenti, prestiti, muto, fido etc.).

 

Clicca qui per guardare il video del Dott. Rino Nimis e capire come funziona il metodo CRC. 

 

Il cattivo pagatore e l’impossibilità di accedere al credito

 

La condizione del cattivo pagatore può essere paragonata ad una vera e propria sorta di gabbia che oltre a negare l’erogazione del credito può danneggiare sotto diversi fronti. Ad esempio se si è socio o rappresentante legale di una società, avere una segnalazione di questo tipo a proprio carico può pregiudicare l’accesso al credito dell’intera azienda.
Una gabbia, diciamoci la verità, dietro cui finanziatori e banche un po’ si nascondono dicendo semplicemente che il sistema dà un “bollino rosso”, senza entrare realmente nel merito della situazione.

Una volta però finiti in questa gabbia, il più delle volte ingiustamente, sfortunatamente risulta difficile uscirne perché tiene conto del singolo errore commesso anche anni addietro e non magari dei finanziamenti regolari passati o dei momenti di ripresa economica che ci rimettono sulla giusta carreggiata. Così ci si ritrova impelagati e bloccati per anni in questa sorta di loop tra richieste di finanziamento e dinieghi.

Ti stupirebbe sapere quante sono le persone, lavoratori ma anche imprenditori, che hanno problematiche di segnalazioni alle banche dati e che oggi non riescono quindi ad avere accesso al credito. E quando parlo di imprenditori non mi riferisco a persone che hanno avuto la sfortuna di dichiarare fallimento ma anche a gente che pur avendo una solida stabilità economica, redditi molto alti, si vedono venir fuori il famoso bollino rosso e bocciare le richieste a causa di qualche ritardo di pagamento nei prestiti contratti per l’acquisto del più comune elettrodomestico.

Infatti, secondo uno studio ISTATcirca il 70% della popolazione italiana tra i 25 e 65 anni, oggi, ha un problema di segnalazione come cattivo pagatore. La sceneggiatura è quindi sempre la stessa: ritardo nel pagamento, mancato pagamento, omesso pagamento, segnalazione a sofferenza, ma ogni caso ovviamente è a sé.

 

Perché allora esistono queste banche dati se alla fine dei conti “creano solo problemi”?

 

Le banche dati che appartengono al circuito Sistema di Informazione Creditizia, ovvero Crif, CTCExperian, nascono per la salvaguardia del credito.

Le banche o finanziarie che vedono arrivare una richiesta di prestito da parte di un consumatore, possono consultare queste banche dati per valutarne il merito creditizio. Il problema però è che non entrano nel merito delle segnalazioni. Il famoso bollino rosso, come abbiamo potuto capire, si accende nel momento in cui hai una rata da pagare anche solo di 30 euro e per X ragioni ne salti il pagamento di una singola rata. Non semplicemente ti viene bocciata la richiesta ma c’è anche lo switch automatico a segnalazione. Per quali motivi e come mai però agli istituti di credito non interessa.

Alla base del business di queste banche dati c’è appunto l’acquisizione di dati. Infatti, queste fatturano acquisendo e tenendo il più a lungo possibile nei propri sistemi quante più informazioni possibili e non le cancellano se non dopo tempi lunghi di conservazione che spesso e volentieri non vengono neppure rispettati. Quello che devi sapere se anche tu ti trovi in questa situazione è che: si può ottenere la riabilitazione creditizia. Anzi che hai tutto il diritto a essere riabilitato!

Infatti, qualora ci fossero i presupposti legali, è possibile richiedere la cancellazione delle segnalazioni per vizi di forma e quindi sulla base dei loro errori!

 

Cosa fare per cancellare il proprio nome e tornare finanziabile

 

Per venirne a conoscenza ovviamente è necessario stabilire che tutte le segnalazioni siano legittime. Ciò significa che bisogna verificare se e quando la Banca ti ha segnalato lo ha fatto nel pieno rispetto di leggi, regolamenti, notifiche, istruttorie, decreto legislativo e codice deontologico.

E bisogna poi effettuare una verifica a 360° all’interno di tutte le banche dati presenti perché non tutti sanno che il problema può sussistere in una o più banche. Cancellare la segnalazione solo dal database X non comporterebbe una piena riabilitazione ma solo una parziale cancellazione e potresti ritrovarti punto e a capo. Se vuoi saperne di più clicca qui e scopri il nostro servizio di riabilitazione e cancellazione.

Nel 90% dei casi c’è la possibilità di agire, quindi richiedere e ottenere la cancellazione della segnalazione. Va da sé che il debito ovviamente rimane, quello non viene cancellato, ma così un soggetto può tornare a chiedere credito supplementare.

Ad oggi sono pochi i casi in cui non è possibile essere cancellati. Sicuramente sono quelli nei quali la Banca o la Finanziaria che ha concesso il prestito ha rispettato tutta la procedura e allora quella segnalazione ha margini di azione limitati.

 

Una soluzione al problema c’è. Quindi, se ti trovi in una situazione del genere e vuoi accedere nuovamente al credito non esitare a contattarci.

Rino Nimis

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