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Parliamo di “fido”, quello bancario…

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Che cos’è e come funziona un fido bancario

Il fido bancario è uno strumento che rende la gestione del conto corrente da parte di un soggetto, imprenditore o privato che sia, più rapido e flessibile e rende inoltre possibile far fronte immediatamente agli imprevisti. Non è infrequente che alcune spese, superiori a quanto programmato, possano portare in rosso il saldo del conto corrente. Ecco, è proprio in questi casi che può intervenire il fido bancario (in alternativa al tradizionale finanziamento), che si propone come una riserva di denaro messa a disposizione, ovviamente non a titolo gratuito, dalla banca.

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Come accade per tutti gli strumenti finanziari, prima di richiederlo dobbiamo conoscere bene pro e contro, per capire quando convenga e quando no. Sarà molto utile approfondire anche quali siano le procedure per ottenerlo (o eventualmente chiuderlo) in modo da non avere sorprese. Il funzionamento di base di questo strumento è semplice: in pratica attraverso un fido bancario è possibile prelevare denaro dal proprio conto anche quando il saldo sia negativo, ovviamente nei limiti dell’importo pattuito con il proprio istituto di credito e nel rispetto del piano di rientro e delle tempistiche entro cui saldare il debito.

Diciamo subito che l’entità del fido bancario viene concordato con l’istituto di credito che ne determinerà l’importo tenendo conto di alcuni fattori e di criteri di valutazione della richiesta che sono pressoché analoghi a quelli dei prestiti tradizionali: la banca, insomma, controlla che il richiedente non rientri tra i “cattivi pagatori” segnalati nelle centrali di rischio e si assicura che soddisfi i requisiti economici a livello di entrate e di bilancio mensile. Chi è iscritto nel registro dei “cattivi pagatori”, ripetiamo, difficilmente potrà ottenerlo dalla banca, che quasi sempre, in questi casi, rigetta la domanda.
A questo proposito consigliamo sempre, prima di procedere alla richiesta, di verificare che non ci siano debiti pendenti segnalati nelle banche dati, anche erroneamente, per evitare perdite di tempo e, soprattutto, il blocco delle richieste per diversi mesi. Potrebbe perciò essere opportuno, se non si è sicuri della propria situazione, effettuare o far effettuare una verifica presso le banche dati che alimentano le cosiddette ‘centrali rischi’.

Ricorrere al fido comporta, come dicevamo, un costo sulla base di interessi concordati all’atto della stipula dell’accordo ma si dovrà anche provvedere a “rientrare”, e a ripristinare quindi la somma di denaro utilizzata sulla base delle tempistiche concordate.

Come ottenere un fido bancario

Tutti i clienti possono presentare una richiesta di fido bancario al proprio istituto di credito: basta recarsi in filiale e avviare un’istruttoria che servirà a valutare, da parte della banca,la capacità del cliente di restituire le somme di denaro utilizzate in caso di scoperto del conto. L’istruttoria, come abbiamo detto, è simile a quella necessaria per la concessione di un prestito, benché si tratti di prodotti finanziari molto diversi. Infatti l’utilizzo del fido bancario è solo una eventualità che potrebbe non concretizzarsi e quindi gli interessi verranno conteggiati solo nel caso in cui il cliente acceda a questo servizio e utilizzi realmente il denaro di “fido” quando il conto è in rosso.
Dando per scontato (ma in realtà non è così facile) che l’esito dell’istruttoria sia positivo, sarà opportuno, prima di sottoscrivere il contratto, capire bene quali siano le condizioni applicate e i costi, tenendo conto che lo sconfinamento del fido bancario comporta spesso la revoca del fido da parte della banca.

Sempre, lo ripetiamo, è opportuno valutare la convenienza del fido bancario, verificando con attenzione quali siano le condizioni proposte dall’istituto di credito e suggeriamo, a cadenza mensile, di recarsi presso l’istituto per verificare che, quelle condizioni, a causa di vari fattori, non siano mutate rispetto ai termini concordati.
Come sappiamo, “nulla è per sempre”, e va da sé che talvolta sia utile per il cliente chiudere il fido che avverrà presentando una richiesta di recesso dal contratto e saldando tutti gli interessi e i costi di commissione dovuti fino a quel momento.

Quando la banca toglie il fido?

La banca, qualora vi siano giustificati motivi (per esempio grave diminuzione delle garanzie patrimoniali del beneficiario), può revocare in qualsiasi momento il fido, obbligando il correntista alla restituzione delle somme già utilizzate, oltre agli interessi.

La revoca del fido attiva, in mancanza di risarcimento della somma utilizzata in fido, una segnalazione alla centrale rischi e ovviamente procedure di recupero credito, tra cui il pignoramento immobiliare!

CONDIZIONI ECONOMICHE STANDARD PROPOSTE DALLE BANCHE

Tasso annuo debitore nominale entro fido 15%.
Commissione di istruttoria veloce (CIV) per sconfinamento tra 5000 e 30000 euro €150

Costi

Il più rilevante è la tassa denominata ‘Commissione di disponibilità fondi’: si tratta di un’aliquota che viene applicata sull’intero ammontare dell’importo richiesto. A seconda della somma concordata, si pagherà trimestralmente una percentuale fissa.
A questa imposta vanno aggiunte altre voci, quali tasso applicato, commissione di massimo scoperto, spese di tenuta/chiusura conto, spese per operazione, per estratto conto e per revisione fidi, oltre a costi indiretti quali ad esempio i giorni valuta degli assegni.

Si tratta dunque di una soluzione utile in caso di carenza transitoria di liquidità, ma è sicuramente gravoso se il conto sconfina spesso nel “rosso”!

Rino Nimis

Presidente CRC Milano

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