I ‘fatti’ nostri: come interrogare le banche dati

Prima di addentrarci nella complessa e tortuosa procedura che permette di riabilitare la propria eventuale e malaugurata posizione di ‘cattivo pagatore’ dalle banche dati dei sistemi Crif, Experian, nonché dalla Centrale dei Rischi della Banca d’Italia e da altre banche dati pubbliche e private, occorre trattare un argomento, particolarmente utile e fondamentale, che viene spesso e volentieri tralasciato da chiunque operi attivamente in questo settore: la ricerca individuale e autonoma delle proprie informazioni nelle banche dati.

Non tutti sanno che per legge alcune banche dati contenenti informazioni negative, anche derivanti dai pubblici registri, di ogni individuo, sia persona fisica o giuridica, possono essere tranquillamente visionate, o come si dice in gergo tecnico ‘interrogate’, da chiunque abbia necessità, desiderio, curiosità di conoscere la propria posizione creditizia.

Esiste infatti una procedura informatizzata che permette ad ogni cittadino di leggere queste informazioni di persona e in maniera del tutto autonoma, prima di poter agire e chiedere la cancellazione e/o la rettifica dei dati negativi che gravano sulla sua propria credibilità creditizia.

Bisogna innanzitutto dire che, per legge, la procedura di interrogazione dei database è ‘gratuita’ e ‘dovuta’ per i privati cittadini, mentre per le imprese o le persone giuridiche, questa procedura ha un costo che può variare dai 4 ai 10 euro.
Ogni cittadino può, dunque, in completa indipendenza e autonomia, navigare all’interno delle banche dati e ricercare tutte le informazioni che lo riguardano.

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Affidarsi a professionisti è la soluzione per risolvere i propri problemi di accesso al credito

Va da sé che la lettura delle informazioni all’interno delle banche dati non sia così immediata come potrebbe apparire e, se non valutata da professionisti, la ricerca potrebbe risultare del tutto inutile. La soluzione può essere individuata da chi abbia la cura di verificare, nello storico delle segnalazioni, la legittimità delle stesse e la correttezza dell’operato di banche e finanziarie. Questa operazione di verifica approfondita deve essere effettuata in tutte le banche dati, poiché le segnalazioni potrebbero essere presenti in più database.

La cancellazione delle criticità da un’unica banca dati non comporterebbe una piena e reale riabilitazione, ma esclusivamente una parziale cancellazione.

“Le visure sono solo uno strumento, incompleto nel caso in cui dovessero presentare delle segnalazioni negative che necessitano di uno studio approfondito, e non rappresentano la soluzione” (così dott. Nimis – CRC Milano S.r.l.). 

Nei prossimi articoli analizzeremo nello specifico come richiedere le informazioni che ci riguardano all’interno delle due maggiori banche dati private, Crif ed Experian.

Va da sé che sarà comunque opportuno, affidare poi il complesso compito di analizzare i dati così raccolti da parte di professionisti esperti del settore per non commettere errori che potrebbero aggravare ulteriormente la situazione in atto e trovare una soluzione utile ad ottenere una piena riabilitazione creditizia.

Se vuoi approfondire l’argomento seguici sui nostri canali social e guarda i video del Dott. Rino Nimis

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