Stai per comprare casa? Verifica prima il tuo profilo creditizio (prima che sia troppo tardi)

Comprare casa è spesso la decisione più importante della vita. Mesi di ricerche, visite, trattative. Finalmente trovi quella giusta, arrivi a un accordo sul prezzo, firmi la proposta e versi la caparra. Tutto sembra andare per il meglio.

Poi vai in banca per formalizzare il mutuo e arriva la risposta che non ti aspettavi: “La sua richiesta non può essere accolta.” Motivazione vaga, o nessuna motivazione. E tu ti ritrovi con una caparra versata, un contratto firmato e un mutuo negato per una segnalazione nelle banche dati di cui non sapevi nemmeno l’esistenza.

Questo scenario non è raro. Accade ogni anno a migliaia di persone in tutta Italia, e quasi sempre per lo stesso motivo: la verifica del profilo creditizio viene fatta dalla banca nel momento della richiesta di mutuo, non prima. E se a quel punto emergono criticità, potrebbe essere troppo tardi per rimediare senza conseguenze economiche serie.

Perché la banca può rifiutare il mutuo anche a chi si sente "a posto"

Uno degli equivoci più diffusi è pensare che il mutuo sia una formalità per chi ha un reddito stabile e non ha debiti attivi. In realtà le banche, prima di concedere un mutuo, esaminano in modo molto approfondito la storia creditizia del richiedente, e non solo quella recente.

Consultano la Centrale dei Rischi di Banca d’Italia, le banche dati private come CRIF, Experian e Cerved, e in alcuni casi anche le black list interne che registrano situazioni pregresse con quella specifica banca o con istituti collegati. Quello che cercano non è solo lo stato attuale, ma il comportamento nel tempo: ritardi passati, inadempienze sanate, posizioni chiuse con un saldo e stralcio, fideiussioni prestate per conto di terzi.

Per capire nel dettaglio quali sono tutti gli elementi che una banca valuta prima di concedere un finanziamento, ti consigliamo di leggere il nostro approfondimento su quali fattori influenzano davvero la decisione degli istituti finanziari sull’accesso al credito: molti elementi che sembrano irrilevanti possono rivelarsi determinanti.

Una segnalazione anche risalente nel tempo, se ancora presente nelle banche dati, può essere sufficiente per bloccare la pratica. E la cosa che rende tutto più complicato è che spesso queste segnalazioni sono lì da anni, magari per una rata dimenticata, un vecchio conto non chiuso correttamente, o una posizione che si riteneva estinta, senza che il diretto interessato ne fosse a conoscenza.

Il rischio reale: perdere la caparra

Arriviamo al punto più delicato, quello che ha conseguenze economiche concrete e immediate.

Quando si acquista un immobile, il percorso tipico prevede tre fasi: la proposta di acquisto, il contratto preliminare (il cosiddetto compromesso) e il rogito notarile. In ognuna di queste fasi vengono versate somme di denaro (la caparra confirmatoria, in genere compresa tra il 10% e il 20% del prezzo pattuito) che hanno una funzione di garanzia per entrambe le parti.

Il problema nasce quando il mutuo viene negato e nel contratto non è stata inserita alcuna clausola di protezione. Esistono due strumenti specifici che tutelano l’acquirente in questi casi:

  • La clausola sospensiva: rende l’intero contratto preliminare condizionato all’ottenimento del mutuo. Se la banca rifiuta, il contratto si scioglie automaticamente e la caparra viene restituita integralmente, senza penali.
  • La clausola risolutiva: produce lo stesso effetto pratico, ma opera in modo diverso il contratto è valido da subito e si risolve al verificarsi della condizione negativa, ovvero la mancata concessione del finanziamento.

Entrambe queste clausole devono essere inserite esplicitamente nel testo del contratto o della proposta di acquisto, prima della firma. Se non ci sono, la caparra confirmatoria versata, regolata dall’Art. 1385 del Codice Civile, resta definitivamente al venditore. Il mancato ottenimento del mutuo, in assenza di clausola di protezione, può essere considerato un inadempimento dell’acquirente.

In pratica: hai versato 30.000 euro di caparra, la banca ti nega il mutuo per una segnalazione che non conoscevi, e quei 30.000 euro rimangono al venditore. È uno scenario che si verifica, ed è evitabile ma solo se ci si muove in anticipo.

Cosa fare prima di firmare qualsiasi proposta

La prevenzione, in questo caso, è tutto. E la prevenzione ha un nome preciso: verificare la propria posizione creditizia prima ancora di iniziare a cercare casa, o quantomeno prima di firmare qualsiasi documento e versare qualsiasi somma.

Non è una procedura complicata, ma va fatta nel modo giusto. Non basta richiedere un’autovalutazione a CRIF che mostra solo una parte del quadro. Serve una verifica completa che includa tutte le banche dati rilevanti: Centrale dei Rischi, CRIF, Experian, Cerved. Solo così si ha una fotografia reale di quello che una banca vedrà nel momento in cui analizzerà la richiesta di mutuo.

Per capire quali sono i passi concreti da fare prima di presentare una richiesta di finanziamento, leggi il nostro articolo su le 3 cose fondamentali da fare prima di chiedere un prestito o un mutuo: è una guida pratica che può fare la differenza tra un’approvazione e un rifiuto.

Se dalla verifica emergono criticità, il tempo che intercorre tra la scoperta e la firma del contratto diventa prezioso: è la finestra in cui si può intervenire per risolvere o attenuare il problema prima che blocchi il mutuo.

E se hai già firmato e versato la caparra?

Se stai leggendo questo articolo e ti rendi conto di essere già in quella situazione (hai già firmato una proposta o un compromesso, hai versato la caparra e stai aspettando la risposta della banca) la prima cosa da fare è capire cosa prevede esattamente il contratto che hai firmato.

Hai inserito una clausola sospensiva o risolutiva legata all’ottenimento del mutuo? Se sì, sei tutelato e, in caso di rifiuto, hai diritto alla restituzione della caparra. Se invece quella clausola non c’è, la situazione è più delicata e richiede una valutazione specifica, sia sul fronte legale che su quello creditizio.

In ogni caso, il tempo è un fattore critico. Ogni giorno che passa senza un intervento strutturato è un giorno in cui le opzioni si riducono. Agire subito, con il supporto giusto, è quasi sempre la scelta che fa la differenza tra recuperare la situazione e subirne le conseguenze.

Verifichi prima, compri Sereno. Ci pensiamo noi.

In CRC Milano incontriamo spesso persone che scoprono di avere un problema creditizio nel momento peggiore possibile: quando stanno per comprare casa, quando il mutuo è già in istruttoria, quando la caparra è già sul tavolo.

Quello che facciamo è aiutarti a evitare che questo accada, o, se è già accaduto, a capire con chiarezza cosa risulta a tuo nome, perché il mutuo è stato bloccato e quali margini esistono per intervenire prima che la situazione diventi irrecuperabile.

Non aspettare che sia la banca a dirti che c’è un problema. Scoprilo prima, quando hai ancora il tempo e gli strumenti per risolverlo. Richiedi una consulenza con CRC Milano e affronta il passo più importante con la certezza di partire dal piede giusto.

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