Su La Repubblica, la storia di CRC Milano: restituire futuro a chi è stato penalizzato da un automatismo

Un piccolo errore può cambiare tutto.

Ma con la giusta guida, ogni storia può ripartire.

La Repubblica ha raccontato il nostro lavoro, ma soprattutto i valori in cui crediamo: giustizia, trasparenza e tutela della persona.

Per noi, la riabilitazione creditizia non è solo una procedura, è un atto di rispetto verso chi è stato penalizzato da un automatismo.

Ecco l’intervista completa al nostro CEO Rino Nimis, che spiega perché “riabilitare” significa, prima di tutto, restituire futuro.

« RIABILITAZIONE CREDITIZIA (Informazione pubblicitaria)

Può bastare una rata saltata, magari per un imprevisto, perché la vita quotidiana si trasformi in un percorso ad ostacoli. Essere etichettati come “cattivi pagatori” ed essere iscritti nelle relative banche dati non è solo una questione finanziaria: diventa uno stigma che pesa sull’esistenza, sulle relazioni familiari, sulla possibilità di fare progetti. Uno stigma che compare nei database creditizi pubblici e privati e che, una volta registrato, può impedire di accedere a mutui, finanziamenti, leasing, carte di credito e persino servizi telefonici. È come trovarsi improvvisamente senza strumenti in un mondo che funziona a credito. Un marchio difficile da accettare anche sul piano psicologico, perché racconta qualcosa che spesso non corrisponde alla realtà e perché incide direttamente sul sistema di relazioni, innanzitutto quelle familiari, che si ha intorno: non sempre dietro a una segnalazione c’è insolvenza consapevole. A volte c’è una burocrazia che procede in automatico.

LA SOLUZIONE

Ed è proprio contro questo automatismo che opera CRC – Centro Riabilitazioni Creditizie Milano, società specializzata nella riabilitazione creditizia ex lege. A guidarla è Rino Nimis, amministratore delegato e fondatore insieme a sua sorella.

«La nostra missione – spiega – è aiutare chi, per situazioni pregresse o per errori procedurali, si trova nell’impossibilità di accedere al credito. Riabilitare significa restituire una possibilità concreta di rimettersi in gioco».

L’azienda nasce da una storia familiare e professionale.

«L’idea – racconta Nimis, laureato in economia aziendale – è arrivata in famiglia: mia sorella, laureata in giurisprudenza, ed io avevamo compreso quanto fosse crescente la necessità di intervenire su cancellazioni e contestazioni delle segnalazioni. Così, anche grazie al supporto di mio padre, che fa l’avvocato da tutta la vita, abbiamo avviato un progetto che rapidamente è diventato un punto di riferimento».

UN PROBLEMA ATTUALE

Il contesto, d’altra parte, è cambiato profondamente negli ultimi anni. L’acquisto a rate è divenuto la norma: dall’elettrodomestico all’auto, dai servizi digitali ai viaggi. Ed è in questo meccanismo che possono rimanere incastrati milioni di cittadini, che corrono il rischio di essere iscritti negli elenchi dei cattivi pagatori anche per una banale dimenticanza o disguido tecnico.

«Quello che doveva essere un virtuosismo – sottolinea Nimis – è diventato un automatismo. Basta non pagare una rata: la segnalazione scatta subito».

I numeri di questa realtà sono assai più alti di quanto si possa pensare. Un fenomeno così ampio da essere d’interesse anche per Confindustria: quando un numero significativo di dipendenti vive situazioni di difficoltà creditizia, la produttività infatti si riduce e il clima aziendale peggiora.

L’ESCLUSIONE

Non si tratta solo di numeri. La conseguenza più grave è l’esclusione. Il sistema bancario, che negli ultimi anni ha ripreso a erogare credito – con un nuovo aumento dei finanziamenti retail rispetto ai periodi precedenti – richiede profili impeccabili. Tuttavia, la valutazione spesso non entra realmente nel merito:

«Il merito creditizio – osserva Nimis – non sempre viene analizzato come dovrebbe. Ci si affida a procedure automatiche che classificano senza verificare. È qui che noi interveniamo, contestando la legittimità delle segnalazioni quando non rispettano la procedura prevista».

IL METODO

CRC Milano opera con un team strutturato: avvocati, esperti in economia aziendale e professionisti provenienti dagli uffici giudiziari, conoscitori della normativa e delle procedure civili, tutti impegnati nella riabilitazione da protesti e fallimenti, cancellazione delle segnalazioni nelle banche dati pubbliche e private, consulenza nella fase stragiudiziale dei procedimenti di volontaria giurisdizione. Una competenza che ha portato numerosi professionisti esterni a delegare a CRC le pratiche più delicate.

RIABILITATI O RIMBORSATI

Ma ciò che distingue l’azienda non è solo la capacità tecnica: è un approccio profondamente etico. Alla base c’è la tutela del rapporto fiduciario con il cliente.

«Per noi il risultato non è una promessa generica – afferma Nimis – ma un impegno. Parliamo di riabilitazioni reali, non di oscuramenti o rettifiche che non risolvono nulla e che, purtroppo, nel nostro settore vengono ancora proposte come soluzioni. Noi diciamo: riabilitati o rimborsati

L’obiettivo è rendere questo servizio accessibile a tutti, con sedi in ogni capoluogo di provincia. Perché la segnalazione, nelle intenzioni del legislatore, avrebbe dovuto essere un’extrema ratio: uno strumento a tutela del sistema. Oggi invece è spesso una prassi quasi automatica, che rischia di colpire ingiustamente persone e famiglie.

LA PUBBLICAZIONE

L’impegno dell’azienda ha trovato spazio e conferma della sua autorevolezza anche nella ricerca accademica e istituzionale. CRC Milano è stata chiamata dal Centro Studi Anima di Confindustria a collaborare come consulente tecnico-giuridico ad uno studio dedicato al tema delle segnalazioni e del blocco all’accesso al credito, in collaborazione con docenti universitari di Bocconi, Sapienza e Cattolica, culminato nella pubblicazione “Le segnalazioni nelle banche dati e il blocco dell’accesso al credito”, nel quale la stessa CRC, nel quarto capitolo, è diventata caso studio:

“L’eccellenza italiana nel campo della riabilitazione creditizia”.

È un contributo che conferma quanto il tema non sia solo tecnico, ma sociale: riguarda il diritto alla dignità finanziaria. Restituire una possibilità, oggi più che mai, significa restituire futuro. E il futuro, come ricorda Nimis,

«non può essere negato da un automatismo».

Per informazioni: centroriabilitazionicreditizie.com»

Articolo pubblicato su La Repubblica del 28 ottobre 2025, sezione “Focus – Riabilitazione creditizia (informazione pubblicitaria)”.

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