La cancellazione dei dati dalle banche dati dei “cattivi pagatori” è un argomento che suscita molta curiosità e altrettanta confusione. Esistono numerosi miti che circolano, motivati da esperienze personali o con pseudo professionisti del settore, che contribuiscono a rendere difficile per molte persone capire come funzionano veramente le cose.
In questo articolo, faremo chiarezza su cinque dei miti più comuni sulla cancellazione delle banche dati come CRIF, Experian e CTC, basandoci su quanto accade a molti di voi e sulle domande che quotidianamente ci ponete, aiutandovi a distinguere tra realtà e finzione.
I 5 falsi miti sulla riabilitazione creditizia
1: È impossibile cancellare i dati negativi
Uno dei miti più diffusi è che, una volta che le informazioni relative ai finanziamenti presenti nelle banche dati, sono diventate negative, sia impossibile cancellarle.
Questo non è vero!
La cancellazione dei dati negativi è possibile, ma richiede specifiche procedure legali. Ad esempio, se i dati sono errati o se il debito è stato saldato, è possibile richiedere la rettifica o la cancellazione dei dati. Tuttavia, è essenziale avere tutta la documentazione in ordine e seguire i passaggi corretti, per questo siamo in grado di supportarti durante questo difficile processo.
2: I dati negativi restano per sempre
Molte persone credono che una segnalazione negativa rimanga per sempre nel proprio storico creditizio. Anche questo è un mito.
La normativa stabilisce periodi specifici per la conservazione dei dati negativi. Ad esempio, i dati relativi a un ritardo nel pagamento possono rimanere registrati per un massimo di 24 mesi, mentre i dati su un mancato pagamento possono restare fino a 36 mesi dalla data di regolarizzazione. Dopo questi periodi, i dati devono essere automaticamente cancellati dalle banche dati.
Questo potrebbe non accadere a causa di un aggiornamento e dell’assenza di una sanzione per le banche dati in caso di mancata cancellazione. Quindi spesso molti dei nostri clienti non riescono comunque ad accedere ad un prestito, un mutuo o un finanziamento a causa del “bollino rosso” che compare nel momento in cui viene fatta una richiesta presso un istituto di credito.
3: La cancellazione dei dati è immediata
Un altro mito comune è che la cancellazione dei dati dalle banche dati creditizie avvenga immediatamente dopo la richiesta. La realtà è che la procedura può richiedere tempo. Una volta inviata la richiesta di cancellazione con tutta la documentazione necessaria, le banche dati hanno un periodo di tempo per esaminare e processare la richiesta, che può variare in base alla gravità della situazione.
È quindi importante essere pazienti e seguire l’iter previsto senza aspettarsi risultati istantanei.
4: Solo gli avvocati possono richiedere la cancellazione
Molti pensano che solo gli avvocati possano gestire le richieste di cancellazione dei dati. Anche se l’assistenza legale può essere utile, non è l’unico modo per procedere. Le persone possono avviare le richieste di cancellazione autonomamente, seguendo le indicazioni fornite dalle banche dati.
Tuttavia, rivolgersi a consulenti esperti, come quelli di CRC S.r.l., semplifica il processo e aumenta notevolmente le probabilità di successo, soprattutto nei casi più complessi.
5: Le banche dati sono infallibili
Infine, c’è la convinzione che le banche dati creditizie siano infallibili e che i dati in esse contenuti siano sempre corretti.
In realtà, gli errori li commettono eccome!
Ad esempio, può accadere che pagamenti effettuati non vengano registrati correttamente o che informazioni obsolete non vengano aggiornate. Per questo motivo, consigliamo di monitorare regolarmente il proprio storico creditizio attraverso una verifica creditizia. Le banche dati sono obbligate per legge a rispettare la procedura imposta loro dal D.lgs 196/2003 e dal Codice Deontologico.
Per evitare di commettere errori, è sempre meglio rivolgersi a esperti di consulenza creditizia come CRC. Questo può fare la differenza in termini di tempo e garanzia di risultato.
Falso mito sfatato: UN BONUS!
La cancellazione dalle banche dati pubbliche e private può avvenire anche quando il debito per il quale si è stati segnalati non è stato saldato!
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