Quando una relazione finisce, non sempre finisce tutto. Un conto cointestato rimasto aperto, un finanziamento firmato insieme, una rata pagata in ritardo mentre eravate ancora conviventi: queste cose restano nella storia creditizia di entrambi, indipendentemente da chi ha smesso di pagare e indipendentemente da cosa dice l’accordo di separazione.
Il problema emerge quasi sempre in un secondo momento, quando si prova a ricominciare. Una casa nuova, un’auto, un piccolo prestito personale. E arriva un rifiuto che non ci si aspettava, perché i propri impegni li si è sempre onorati.
Perché la separazione non cancella la storia creditizia condivisa
L’accordo di separazione è un documento legale che regola i rapporti tra le parti. Non è un documento che i sistemi di informazione creditizia sono tenuti a recepire. Per le banche dati, ciò che conta è il contratto originario: se il tuo nome figura su un mutuo o su un finanziamento, sei responsabile di quel debito fino a quando non viene estinto o fino a quando non viene formalizzata una modifica contrattuale riconosciuta dall’istituto creditore.
Questo significa che se l’ex partner ha smesso di pagare le rate di un finanziamento cointestato dopo la separazione, quella segnalazione entra nel tuo profilo esattamente come se fossi tu ad aver saltato i pagamenti. Il sistema non distingue tra chi ha materialmente smesso di pagare e chi era semplicemente intestatario del contratto.
I casi più frequenti
Il mutuo cointestato è quello che crea le situazioni più complesse. Quando una coppia si separa, il destino dell’immobile e del mutuo può prendere strade diverse: uno dei due rimane nell’abitazione e continua a pagare, l’altro esce ma resta formalmente cointestatario fino a quando non viene perfezionato un atto di accollo o una surroga che lo svincoli dal contratto. Finché quell’atto non è completato, entrambi restano esposti a qualsiasi anomalia nei pagamenti.
I conti correnti cointestati presentano un problema diverso ma altrettanto concreto. Un conto andato in rosso, uno scoperto non rientrato, un assegno protestato: tutto questo può generare segnalazioni che coinvolgono entrambi gli intestatari, anche se solo uno dei due ha utilizzato il conto in quel modo.
Più in generale, qualsiasi finanziamento firmato insieme, che si tratti di un prestito personale, di un leasing o di una carta di credito condivisa, mantiene entrambi i nomi nella storia creditizia per tutta la durata del rapporto e per il periodo di conservazione previsto dai sistemi dopo la chiusura.
Cosa verificare e dove guardare
Il primo passo è capire esattamente cosa risulta a proprio nome in ciascun sistema. Non basta richiedere la visura CRIF: vanno verificate anche la Centrale Rischi di Banca d’Italia, che registra i rapporti bancari di importo significativo, e gli altri circuiti di informazione creditizia. Sapere cosa risulta davvero nel tuo profilo e come leggerlo correttamente è il punto di partenza per capire con cosa si ha effettivamente a che fare.
Una volta in possesso di quella fotografia, si tratta di confrontarla con la propria storia: quali rapporti erano cointestati, quando sono stati chiusi, se esistono segnalazioni legate a quei rapporti e se quelle segnalazioni sono legittime o contestabili.
Quando si può intervenire
Non tutte le situazioni hanno un margine di intervento immediato, ma molte ne hanno uno. Se una segnalazione è stata generata da un comportamento dell’ex partner su un rapporto cointestato, e se esistono elementi documentali che lo provano, si apre la possibilità di contestare formalmente quella segnalazione nei confronti del soggetto segnalante.
Se invece il problema è un rapporto ancora formalmente aperto, come un mutuo su cui il proprio nome non è ancora stato rimosso, il percorso è diverso: richiede di agire sul contratto originario, coinvolgendo l’istituto creditore, prima che eventuali nuove anomalie nei pagamenti producano ulteriori conseguenze nel profilo.
Ogni situazione va analizzata nel dettaglio, perché le variabili in gioco cambiano significativamente da caso a caso. Quello che quasi sempre vale è il principio di partenza: prima si capisce cosa risulta, prima si può valutare cosa fare.
Se hai vissuto una separazione e vuoi verificare cosa risulta a tuo nome nei sistemi creditizi, richiedi una verifica del tuo profilo creditizio con i professionisti di CRC: l’analisi parte sempre da una fotografia precisa della situazione reale, non da ipotesi su cosa potrebbe esserci.