Hai rinegoziato il tuo debito, finalmente la rata è più leggera, respiri un po’… ma poi arriva la sorpresa: sei segnalato in CRIF.
Com’è possibile?
Abbassare le rate non basta
Molti pensano che affidarsi a qualcuno per ridurre la rata equivalga a “ripulire” la propria situazione finanziaria.
In realtà, ti hanno solo consigliato di non pagare più il finanziamento, hanno atteso che il credito andasse in sofferenza e poi hanno trattato per un rientro con la società di recupero che è subentrata all’istituto di credito.
Ovviamente il mancato pagamento finisce negli archivi delle banche dati creditizie: CRIF, CTC, EXPERIAN, CENTRALE RISCHI DELLA BANCA D’ITALIA.
Risultato: rata più sostenibile, ma segnalazione attiva e impossibilità di accedere al credito.
Le conseguenze per chi è segnalato
Ed è qui che iniziano i problemi veri.
Anche se con una rata più bassa e sostenibile, potresti trovarti di fronte a un muro quando chiedi:
- – un nuovo finanziamento (anche per stralciare il debito)
- – una carta di credito,
- – addirittura un mutuo.
Perché? Perché per le banche ora sei un “cattivo pagatore”, indipendentemente dal fatto che ora tu stia pagando regolarmente.
Come uscire da questa situazione
La riduzione della rata ti da “respiro”, ma da sola non ti restituisce libertà creditizia.
Serve capire quando e come le segnalazioni siano state effettuate e soprattutto se ci sono i presupposti per agire in anticipo.
Qui entra in gioco il supporto di un consulente: qualcuno che conosce i tempi, le normative e le procedure per ridarti una libertà finanziaria e rimetterti davvero in condizione di accedere al credito.
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